Gli Indiani Cheyenne
Quando
si parla dei pellirosse, viene subito in mente l’immagine degli indiani
a cavallo che corrono veloci nella prateria all’inseguimento dei
bisonti.
Questa immagine però non è del tutto esatta; la storia dei pellirosse, gli indiani d'America,
comincia infatti, non nelle praterie, ma nelle regioni collinose ricche
di foreste situate ai margini della prateria.
La maggior parte delle tribù pellirosse giunsero a stabilirsi nelle
pianure all’incirca nello stesso tempo in cui vi mettevano piede i "visi
pallidi". La conquista delle grandi pianure fu possibile solo quando
gli indiani ebbero a disposizione il cavallo che permise loro di
condurre una vita nomade. Prima che gli Europei introducessero il
cavallo in America, quasi tutte le tribù pellirosse avevano un modo di
vita completamene diverso. I Cheyenne ancora nel 1700 erano un popolo
sedentario che viveva in capanne di terra semi-interrate in quel
territorio che oggi corrisponde al Minnesota; gli uomini erano dediti
alla caccia, mentre le donne coltivavano gli orti. Negli anni successivi
a poco a poco cominciarono a spostarsi verso le regioni di pianura, dove
giunsero agli inizi dell’800. Vi arrivarono tra gli ultimi,
giacché altri pellirosse conducevano vita nomade nelle praterie da
almeno cento anni.
La loro storia come cacciatori nomadi fu abbastanza breve, meno di un
centinaio d’anni, cioè fin quando non vennero completamente distrutte le
mandrie di bisonti da cui gli indiani ricavavano tutto ciò che serviva
alla loro esistenza.
Naturalmente il passaggio a condizioni di vita diverse portò con sé
l’abbandono di molte abitudini e l’acquisizione di altre più adatte a
superare le difficoltà del nuovo ambiente. Così furono abbandonate le
vecchie abitazioni in terra e al loro posto si usò il tepee, che
presentava il vantaggio di poter essere facilmente smontato e
trasportato; anche l’abitudine di coltivare i campi fu quasi
completamente accantonata.