La vita dei Cheyenne


Queste forme di solidarietà erano diffuse tra quasi tutte le tribù degli indiani delle praterie; quando i soldati, poco prima della battaglia contro Custer nel 1876, distrussero l’accampamento dei Cheyennes, questi furono ospitati dai Sioux Oglala che diedero loro in dono tutto ciò che poteva servire a sfamarli e a ricostruire l’accampamento: dai cavalli alle pelli di bisonte, dalle coperte alle pipe per fumare, anche se si era in pieno inverno, in un periodo in cui era difficile trovare animali da cacciare e quindi mostrarsi generosi costituiva, un grosso sacrificio. Nella società cheyenne esistevano abitudini matrimoniali di tipo matriarcale: un uomo che si sposava andava ad abitare nel clan della moglie, dove costruiva la sua tenda che ospitava di solito un solo nucleo familiare.

I bambini venivano allevati e cresciuti con molta cura ma in modo che si abituassero ad essere forti e coraggiosi: fin da piccoli si esercitavano nelle attività che avrebbero dovuto svolgere da grandi: così i maschi giocavano alla guerra o alla caccia mentre le femmine imparavano i lavori domestici. Verso i dodici quattordici anni il ragazzo partecipava alla sua prima caccia al bisonte e quindi alle spedizioni di guerra. L’idea di doversi mostrare coraggioso era la principale regola di condotta per un guerriero, che affrontava i combattimenti solamente con questo scopo. Le battaglie diventavano occasioni per farsi vedere sprezzanti del pericolo e per acquistare prestigio; così ci si lanciava contro gruppi numerosi di nemici o si cavalcava senza paura in mezzo ad una grandine di pallottole. Una prova di abilità consisteva invece nel rubare i cavalli ai "visi pallidi" o a gruppi di indiani nemici come i Crow o gli Shoshoni. Gli indiani avevano infatti sempre bisogno di cavalli perché chi possedeva molti cavalli era considerato un uomo importante in quanto poteva regalarli e mostrare la sua generosità.

Un’altra qualità apprezzata dagli Indiani era la lealtà. Essi non potevano concepire che un uomo potesse mentire: per questo si trovarono completamente impreparati quando i bianchi invasero le loro terre ignorando i trattati firmati. La storia dei Cheyennes è abbastanza simile a quella degli altri indiani delle praterie. Dopo la vittoria riportata su Custer insieme coi Sioux, furono costretti anche essi ad abitare nelle riserve e ad abbandonare la vita nomade. D’altra parte non avrebbero potuto in alcun modo sopravvivere nelle praterie dove ormai non esisteva più un solo bisonte.