| Storia e appunti della storia degli indiani Cheyennes | |
Indiani Cheyenne |
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La vita nomade richiedeva che la tribù fosse in grado di spostarsi
rapidamente e in qualsiasi momento: si doveva infatti cambiare sovente
il territorio di caccia o fuggire qualche pericolo che minacciava
l’accampamento. Allora per ordine dei capi un banditore girava per
l’accampamento invitando le donne a smontare le tende. I Cheyennes
avevano quaranta grandi capi eletti da tutta la gente, che restavano in
carica dieci anni; a loro volta questi capi sceglievano quattro capi
anziani come consiglieri supremi. Ogni gruppo (presso i Cheyennes del
Nord ve ne érano tre: quelli dell’Alce, del Cane Pazzo e della Volpe)
aveva poi un condottiero supremo e nove capi guerrieri che si occupavano
dell’organizzazione dei combattimenti. Ognuno di questi capi aveva autorità solamente per quanto riguardava il settore di sua competenza; così durante un combattimento chi comandava era il condottiero supremo, al quale doveva obbedire anche un grande capo o un anziano che per l’occasione diventavano semplici guerrieri. ![]() Per mantenere l’ordine nell’accampamento o per svolgere determinati incarichi (sorvegliare la marcia di spostamento dell’accampamento, fare da avanguardia) i capi tribù davano incarico ai capi guerrieri di un gruppo. Tutti gli appartenenti a questo gruppo svolgevano così le attività di polizia finché non venivano sostituiti dai membri di un altro gruppo. Anche durante la caccia al bisonte c’era un’organizzazione di questo tipo: erano tutti i guerrieri di un gruppo, designato dal capo tribù, che facevano i preparativi, mentre tutti gli altri dovevano aspettare il loro segnale per iniziare la caccia. Alcune cacce poi erano riservate solamente ad un determinato gruppo di guerrieri e nessun altro poteva parteciparvi. Per dare a tutti la possibilità di avere cibo e pelli sufficienti, i capi tribù potevano stabilire che gli animali uccisi da alcuni giovani durante una spedizione di caccia dovessero essere assegnati ad una famiglia o a individui che non erano in grado di procurarsi la selvaggina da soli. Questo per i cacciatori prescelti era un grande onore e nello stesso tempo risolveva il problema del cibo per tutti. L’abitudine di regalare parte della carne e di scambiare doni faceva si che nessuno rimanesse senza la sua parte di cibo. |
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